Esterovestizione E Residenza Delle Societa

BASTA!

“Non ne posso piú di queste tasse…ora prendo la ditta e la metto all’estero”

Quanti di voi hanno sentito lamentarsi qualche impreditore ed esclamare la frase sopra?

Magari anche solo per sfogo…

Bhe.. Lasciamo dire che ci c’è chi lo afferma  ” a mó di sfogo” ma c’è anche chi lo DICE E LO FA  sul serio

Sei sicuro di poter sportare la tua ditta all’estero?

Vediamo quali sono le considerazioni base e gli errori tipicamente commessi

L’ESTEROVESTIZIONE E IMPRESE: VEDIAMO DI COSA SI TRATTA

Mondo per esterovestizione e residenza delle società Il concetto di esterovestizione rappresenta in generale il tentativo di sottrazione, da parte di soggetti d’imposta italiani, di redditi imponibili nel territorio dello Stato, attraverso la fittizia localizzazione all’estero della residenza.

Principalmente per ragioni di convenienza fiscale, ma anche per una distorta idea dell’internazionalizzazione, in ambito imprenditoriale spesso si assiste a processi di delocalizzazione o di apertura di nuove società all’estero, attuati senza considerare quali siano i requisiti fondamentali da soddisfare per non ricadere nell’esterovestizione con conseguente assoggettamento alla tassazione italiana.

LA LEGGE ITALIANA E L’ESTEROVESTIZIONE

Come stabilito nell’articolo 73 comma 3 del TUIR, ai fini delle imposte sui redditi, sono considerate residenti le società e gli enti che, per la maggior parte del periodo d’imposta, hanno nel territorio dello Stato, alternativamente:

  1. la sede legale, identificata con la sede sociale riportata nell’atto costitutivo o nello statuto;
  2. la sede amministrativa, definita come il luogo nel quale viene svolta l’effettiva attività di gestione della società;
  3. l’oggetto principale dell’attività, determinato in base alla legge, all’atto costitutivo o allo statuto, se esistenti in forma di atto pubblico o di scrittura autenticata o registrata (comma 4). In mancanza dell’atto costitutivo o dello statuto nelle predette forme, l’oggetto principale è determinato in base all’attività effettivamente esercitata nel territorio dello Stato (comma 5).

COSA DEVE AVERE UNA SOCIETÁ ALL’ESTERO PER NON INCORRERE IN PROBLEMI

Di riflesso, semplificando, una società costituita in un Paese straniero:

  1. che sia localizzata nel territorio dello Stato estero;
  2. che venga gestita nel territorio dello Stato estero, con autonomia amministrativa, organizzativa, finanziaria e contabile;
  3. che eserciti effettivamente l’attività corrispondente all’oggetto sociale principale nel territorio dello Stato estero;

soddisfa in linea di massima tutti i requisiti per non ricadere nel fenomeno dell’esterovestizione, potendo quindi essere considerata una società estera a tutti gli effetti.

La prassi errata, molte volte messa in atto, è invece quella che tende a collocare all’estero la realtà imprenditoriale, unicamente sotto il profilo formale, con gestione e attività svolte in Italia, nel vano tentativo di evitare l’imposizione fiscale italiana.

Oltre a quelli citati, diversi sono i fattori da considerare quando si discute di esterovestizione e residenza delle società. Va da sè che per ogni azienda che desideri realmente internazionalizzarsi, andrà studiato un piano specifico, che tenga conto delle peculiarità dell’attività svolta, delle esigenze del management, dell’appartenza o meno ad un gruppo societario, dei rischi del Paese di destinazione, delle necessità logistiche, degli investimenti e molto altro.

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